L’AMBIENTE DEL MESOZOICO

Il riepilogo in due mappe degli eventi dell’era arcaica e paleozoica. La formazione della Terra e i primi cambiamenti sono avvenuti nell’era arcaica o archeozoica e in quella paleozoica.:
- Nell’era arcaica nascono il supercontinente Rodinia e il supercontinente Pannotia, vi sono organismi unicellulari e organismi pluricellulari.
- Nell’era paleozoica avviene la frattura della Pannotia, le prime orogenesi e vi sono moltivulcani. Nascono le alghe, i funghi, le felci e le gimnosperme, nascono i pesci, i crostacei, i molluschi e gli insetti.
L’AMBIENTE DEL MESOZOICO (da 248 milioni a 65 milioni d’anni fa)

L’era mesozoica cominciò circa 248 milioni di anni fa e durò 138 milioni di anni. È divisa in Triassico, Giurassico e Cretaceo.:
- L’era del mesozoico detta anche Età dei rettili, deriva il nome dal greco mésos = medio, perchè quest’era è considerata il Medio Evo della storia terrestre durante la quale si formarono le rocce sedimentarie, rappresentate da calcari dolomitici, calcari marnosi, marne ed arenarie. Un’epoca straordinaria durata 183 milioni d’anni, scenario di eventi che scossero il mondo, al termine del paleozoico.
- Agli inizi di quest’Era la Terra ospitava ambienti molto differenti dagli attuali: c’era un unico grande continente, con ovunque un clima mite e rigogliose foreste costituite solo da piante verdi. Non c’erano ancora erbe, fiori ed i frutti. I fiori comparvero solo verso la fine del mesozoico.
- L’intensa attività vulcanica che aveva caratterizzato il Paleozoico iniziò a rallentare, avviando il processo evolutivo che portò la Terra ad assumere l’attuale conformazione: l’unico supercontinente, la Pangea (continenti attaccati), scivolando sopra le profonde rocce fuse iniziò a dividersi in due supercontinenti: Laurasia al Nord e, Gondwana a Sud. Tra loro, un grande Mare detto Tetide. L’era secondaria o mesozoica vide il proliferare di nuove specie vegetali e animali, succedute ad altre estinte per cause ignote.
- Il Mesozoico fu l’era dei grandi rettili e, in particolare, dei dinosauri, i cui resti fossili ci hanno fornito informazioni dettagliate circa forma, dimensione, alimentazione, abitudini. Questi giganti, comparsi circa 225 milioni di anni fa, si muovevano in un ambiente diverso da quello che siamo abituati a vedere oggi.
- In quel tempo i poli non erano ancora ricoperti da ghiacci; le temperature erano molto alte e non c’era una vera alternanza delle stagioni; il paesaggio era prevalentemente arido, desertico. Nel mare continuavano a proliferare le alghe e le ammoniti.

GLI ASPETTI CARATTERISTICI DEL MESOZOICO

L’aspetto più caratteristico dell’era Mesozoica fu l’origine, lo sviluppo e l’estinzione di un’enorme quantità di rettili. Per questo motivo il Mesozoico e comunemente chiamato “l’età dei rettili”. Dal punto di vista botanico il Mesozoico fu dominato dalle gimnosperme fino alla metà del Cretaceo quando le angiosperme ebbero il sopravvento. Le tartarughe rappresentano la linea più antica di rettili presenti nel Mesozoico. I fossili delle prime tartarughe hanno circa 200 milioni di anni e i rettili più antichi considerati antenati delle tartarughe sono vecchi di 250 milioni di anni. Sia le tartarughe marine che quelle terrestri sono giunte fino a noi con minimi cambiamenti. La maggior parte dei serpenti e delle lucertole trovata nelle formazioni del Mesozoico è simile alle specie presenti oggi. Le lucertole marine del Cretaceo, che erano lunghe 10 m e possedevano una lunga coda per All’inizio dell’Era Mesozoica la fisionomia del nostro pianeta che usciva da una grave catastrofe che aveva distrutto molte specie vegetali ed animali, era molto diversa: esisteva un solo vastissimo continente, la Pangea circondato da un assai più vasto oceano, la Pantalassia. La Pangea, molto frastagliata ai bordi, era qua e là coperta da mari epicontinentali che assicuravano un clima alquanto uniforme e caldo a tutte le latitudini. La vegetazione costituita da Pteridofite e Gimnosperme si estendeva ormai ben oltre le lagune, proteggendo così contro l’erosione ampie superfici e favorendo la formazione di vari tipi di suolo.
Molti erano ormai gli organismi capaci di degradare la massa di legname che si andava accumulando, tuttavia ciò non frenava, anzi favoriva, l’aumento della biomassa vegetale. Le faune terrestri, costituite soprattutto da Vertebrati e Artropodi, crescevano e si differenziavano a loro volta. Simile calmo rigoglio è durato per i due primi periodi del Mesozoico, il Trias e il Giurese (o Giurassico), per circa cento milioni di anni. Poi, durante il Cretaceo, terzo e ultimo periodo, la situazione ha cambiato molto, sia pure gradatamente. La Pangea si andava smembrando in continenti più piccoli, sorgevano nuove grandi catene di montagne, mentre il clima oltre a farsi più rigido si andava differenziando in fasce che seguivano i paralleli. Le Angiosperme, comparse piuttosto nascostamente, hanno soverchiato le Gimnosperme e le Pteridofite componendo nuovi tipi di foreste e praterie, mentre tra i vertebrati terrestri, mammiferi e uccelli si preparano a sostituire i rettili.
LE NUOVE SPECIE VEGETALI

Sulla terra si erano sviluppate nuove specie vegetali più resistenti al clima secco: le gimnosperme (piante a semi nudi). Queste piante avevano il vantaggio di riprodursi non più con le spore ma con i semi. Il loro seme è protetto da un cono ligneo che ha dato loro il nome di conifere (portatrici di coni); questo involucro nutre e protegge il seme stesso. I semi, dunque, permisero alle gimnosperme di riprodursi anche in zone lontane dall’acqua. Fu un vero miglioramento per la flora terrestre, che iniziò a proliferare formando le prime foreste. All’inizio del Mesozoico, le gimnosperme più comuni e spettacolari erano le Cicadine, con fusti alti e legnosi oppure tozzi e simili a botti, con foglie lunghe, dure e piumate. Apparvero poi Cipressi, Abeti e Tassi. Nelle zone più ombreggiate ed umide sopravvissero le Felci arboree. Nel mondo vegetale si svilupparono le felci e solo verso la fine, finalmente, fecero la comparsa i fiori.
Nelle acque continuarono ad affermarsi e prosperare le Alghe.
Mentre l’Europa ed il Nord America continuarono a stare unite, in Italia cominciarono a formarsi gli Appennini.
LA FAUNA DEL MESOZOICO

Molti animali vissuti nelle ere passate sono scomparsi, estinti. Eppure sulla Terra ancora vivono i loro discendenti: hanno una struttura corporea diversa, ma per molti aspetti sono simili. Nell’era secondaria proliferarono molte specie animali: diversi vertebrati, le prime rane e i primi gruppi di rettili, adatti ad ambienti diversi e con abitudini alimentari differenti, tra i quali le tartarughe. In un mondo monocolore, incontrastati dominatori furono i rettili, in particolare i Dinosauri, i quali si affermarono conquistando i mari, le terre ed i cieli.
Verso la fine fecero la comparsa i primi mammiferi ed i primi pesci con struttura ossea.
Nell’acqua, tra gli invertebrati, si svilupparono le Ammoniti.
Il rutiodonte era un rettile vissuto nel Triassico. Aveva il muso allungato e stretto. Le narici erano due buchi posti davanti agli occhi, sopra la testa piccola e tondeggiante: la loro posizione gli permetteva di respirare stando a pelo d’acqua, nascosto alle prede o ai nemici. Le sue mascelle erano lunghe, strette, piene di denti affilati, che usava per catturare pesci o attaccare altri rettili. Quattro zampe corte e tozze, che lo costringevano a strisciare ventre a terra, sostenevano un corpo ricoperto di piastre ossee. Aveva una lunga coda piatta, stretta ai lati, sormontata da placche appuntite, utilissima nel nuoto.
LA DIFFUSIONE DEI DINOSAURI

Di tutti i rettili, i dinosauri sono i più famosi. C’erano due principali gruppi di dinosauri. I Saurischi erano veloci avevano due zampe ed avevano dimensioni che andavano da quelle di un cane a quelle gigantesche del carnivoro del Cretaceo, e cioè il Tyrannosaurus. Il Tyrannosaurus, uno dei più grandi predatori che sia mai esistito sulla terra, era alto 6 metri. Altri saurischi erano enormi dinosauri vegetariani a quattro zampe. Alcuni di questi furono gli animali terrestri più grandi che siano mai esistiti fra i quali ricordiamo l’Argentinosaurus, scoperto in Argentina negli anni ‘ 80 con una lunghezza stimata sui 30 metri ed un peso di 80-100 tonnellate. Si suppone che l’Argentinosaurus, come tutti gli altri saurischi vegetariani, mangiasse enormi quantità di vegetali come le foglie aghiformi delle grandi conifere.
L’altro gruppo di dinosauri, gli ornitischi era interamente erbivoro. Sebbene alcuni di essi camminassero in modo eretto, la maggior parte aveva quattro zampe. Alcuni non avevano denti anteriori e potrebbero aver posseduto un becco robusto e corneo come gli uccelli. Per alcuni esemplari, questo era ampio come quello delle anatre, da cui il nome di dinosauri col muso a becco. Le estremità palmate furono la caratteristica di questi animali.
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