LA CREAZIONE DEL MONDO SECONDO LA GENESI

Che vi sarebbe di straordinario se Dio avesse tratto il mondo da una materia preesistente? Un artigiano umano, quando gli si dà un materiale, ne fa tutto ciò che vuole. Invece la potenza di Dio si manifesta precisamente in questo, che egli parte dal nulla per fare tutto ciò che vuole. Il resoconto della creazione si trova in Genesi 1-2. Il linguaggio della narrativa della Genesi rende chiaro che tutta la creazione sia avvenuta dal nulla in sei periodi di tempo successivi di 24 ore ciascuno, in senso letterale.
IL MITO EBRAICO DELLA CREAZIONE

- In principio Dio creò il cielo e la terra. Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. “I cieli” si riferisce a tutto ciò che esiste al di là della Terra: lo spazio cosmico. La Terra viene create, ma non ha ancora una forma specifica, sebbene contenga dell’acqua. Quest’opera creativa avviene dalla sera alla mattina – un giorno.
- E fu sera e fu mattina: primo giorno. Dio disse: «Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque». Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento. E così avvenne. Dio chiamò il firmamento cielo. Dio crea il cielo. Il cielo forma una barriera tra le acque sulla superficie della Terra e l’umidità nell’aria. A questo punto la Terra avrebbe avuto un’atmosfera. Quest’opera creativa avviene in un giorno.
- E fu sera e fu mattina: secondo giorno. Dio crea la terraferma. Continenti e isole si trovano sull’acqua. Grandi masse di acqua vengono chiamate “mari” e il suolo viene chiamato “terra”. Dio dichiara che tutto questo è buono. Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo, si raccolgano in un solo luogo e appaia l’asciutto». E così avvenne. Dio chiamò l’asciutto terra e la massa delle acque mare. E Dio vide che era cosa buona. E Dio disse: «La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie». E così avvenne: la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona. Dio crea tutte le piante, sia grandi che piccole. Egli rende la flora autosufficiente; le piante hanno la capacità di riprodursi e vengono create in grande varietà (molte “specie”). La Terra è verde e brulica di piante. Dio dichiara che anche quest’opera è buona. Quest’opera creativa avviene in un giorno.
- E fu sera e fu mattina: terzo giorno. Dio disse: «Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla notte; servano da segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni e servano da luci nel firmamento del cielo per illuminare la terra». E così avvenne: Dio fece le due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte, e le stelle. Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra e per regolare giorno e notte e per separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che era cosa buona. Dio crea tutte le stelle e i corpi celesti. Il loro moto gravitazionale aiuterà le persone a tener traccia del tempo. Due grandi corpi celesti sono creati in relazione alla Terra. Il primo è il sole, che costituisce la fonte primaria di luce e il secondo è la luna, che riflette la luce del sole. Il movimento di questi corpi distinguerà il giorno dalla notte. Anche quest’opera creativa, che avviene in un giorno, viene dichiarata buona da Dio.
- E fu sera e fu mattina: quarto giorno. Dio disse: «Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo». Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. Dio li benedisse: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra». Dio crea la vita acquatica. Ogni specie che vive nell’acqua viene creata in questo giorno. Dio crea anche tutti i volatili. Il linguaggio usato indica che, possibilmente, Dio crea in questo giorno anche gli insetti volanti (altrimenti sono stati creati il sesto giorno). Tutte le creature sono in grado di perpetuare la propria specie per mezzo della riproduzione. Gli esseri creati il quinto giorno sono i primi ad essere benedetti da Dio. Dio dichiara quest’opera, avvenuta in un giorno, buona.
- E fu sera e fu mattina: quinto giorno. Dio crea tutti gli esseri che vivono sulla terraferma. Questi comprendono ogni specie animale non inclusa nei giorni precedenti ed infine l’uomo. Dio dichiara quest’opera buona. Dio disse: «La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie». E così avvenne: Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. E Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra». Poi Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona.
- E fu sera e fu mattina: sesto giorno. Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. L’opera creativa di Dio è completa alla fine del sesto giorno. L’universo intero, in tutta la sua bellezza e perfezione, fu pienamente formato in sei giorni consecutivi di 24 ore ciascuno. Al completamento della Sua creazione, Dio annuncia che si tratta di una cosa molto buona.
- Allora Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro. Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto. Queste le origini del cielo e della terra, quando vennero creati. Dio riposa. Ciò non sta a indicare in alcun modo che Egli fosse stanco a causa dei Suoi sforzi creativi, bensì denota che la creazione è completa. Inoltre, Dio stabilisce un modello che comprende un giorno di riposo su sette. Osservare questo giorno di riposo sarà infine un tratto distintivo del popolo scelto di Dio.
LA CREAZIONE DEL MONDO SECONDO LA GENESI

Tra le tante eresie sviluppatesi negl’ultimi 2000 anni, vi è anche quella secondo la quale Dio non avrebbe creato ex nihilo ma da materia pre-esistente. Ciò che dispiace maggiormente è che tale concetto, ad oggi, sia portato avanti non solo da atei, laicisti e miscredenti vari, ma anche da alcuni nostri fratelli ebrei. L’Ebraismo prima, e il Cristianesimo poi, da migliaia e migliaia di anni, credono che solo Dio sia eterno e come tale “increato”. Se però, al momento della creazione dell’universo, la materia già c’era: chi l’ha creata? Certe persone, pur non dubitando che solo Dio sia eterno, nonché il creatore di tutte le cose, affermano che Dio creò la materia in un tempo non menzionato dalla Bibbia: ma sarà vero? No, poiché l’espressione “in principio” sta ad indicare l’inizio del tempo; affermare che la materia fosse già stata creata precedentemente equivale a dire che il tempo esistesse già ma in tal caso la parola “in principio” perderebbe tutto il proprio significato.
COSA SIGNIFICA LA CREAZIONE EX NIHILO

Ex nihilo” è una locuzione latina è vuol dire “dal nulla”. Lucrezio, nel De rerum natura, la usò per tradurre il motto posto da Epicuro all’inizio della sua Fisica: “Nulla mai si genera dal nulla”. Il cui principio prenderà per noi l’inizio da questo: che nulla mai si genera dal nulla per volere divino. Tale concetto, in realtà, era già stato discusso dai alcuni filosofi del 5° sec. a.C. (Anassagora, Empedocle, Melisso).
Come ebbe a spiegare un padre domenicano, il nulla non è qualcosa, ma è solo una parola da noi escogitata per esprimere un concetto di per sé assolutamente inesprimibile e che, anche volendo, neanche potrebbe essere pensato se non “cosificandolo”. Dunque, nel momento in cui diciamo che Dio creò “ex nihilo“, siamo tentati a pensare al nulla come a un qualcosa, o come a una borsa dalla quale estrarre degli oggetti oppure come al cilindro di un prestigiatore dal quale far uscire un fazzoletto o una colomba. Il nulla, secondo il nostro modo di dire, è il punto di partenza dell’azione creatrice. Ma va precisato subito che si tratta davvero del nulla e non del vuoto. Noi siamo tentati di cosificare il nulla, di dargli un’esistenza. Diciamo infatti: “prima della creazione c’era il nulla”. “C’era”, che equivale ad “esisteva”. Ecco la cosificazione! Dire “prima c’era il nulla” è una contraddizione alla quale nel nostro linguaggio quasi non riusciamo a sfuggire, ben sapendo che si tratta di una contraddizione –
Dal testo della Bibbia la creazione appare avvenuta ex-nihilo, dal nulla. Nessuna materia o elemento esisteva prima. Il cielo e la terra del primo verso indicano le due porzioni del creato uscito dal nulla, l’uno la parte che è in alto ed è sede delle nubi, delle acque superiori, degli angeli, l’altra quella che è in basso, dove crescono le piante e gli animali, coi continenti e i mari. La terra appena creata era un’informe massa di materia, sommersa sotto un liquido oceano, tutto avvolto nelle tenebre e sfiorato dallo spirito di Dio. I greci, a differenza degli ebrei, ammettevano una materia prima da cui sarebbe poi sorto il mondo. Di questa diversa concezione intorno alle prime origini delle cose si hanno gli echi fino dall’epoca farisaica.
IL GIORNO DI RIPOSO

La parola Sabbath viene dall’Ebraico e significa riposo. Prima della resurrezione di Gesù Cristo, il giorno del riposo commemorava il giorno che Dio si prese dopo aver portato a termine la creazione. Era un segno dell’alleanza tra Dio e il Suo popolo. Nel libro della Genesi leggiamo che Dio creò i cieli e la terra in sei periodi di tempo che Egli chiamò «giorni»: «Il settimo giorno, Iddio compì l’opera che aveva fatta, e si riposò il settimo giorno da tutta l’opera che aveva fatta. E Dio benedisse il settimo giorno e lo santificò»
Il giorno del riposo cade ogni settimo giorno. È un giorno santo, destinato da Dio al nostro riposo dalle fatiche quotidiane e alla Sua adorazione.
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